
Sempre di più nelle case di molti italiani si va diffondendo una nuova modalità di riscaldamento, quella dei termoconvettori. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, spieghiamo brevemente di cosa si tratta. I termoconvettori sono una interessante alternativa al riscaldamento tradizionale con radiatori in ghisa o alluminio, e si basano sul fenomeno fisico della convezione, per il quale l’aria calda tende ad andare verso l’alto mentre quella fredda, più pesante, scende in basso. I termoconvettori riscaldano la casa creando un circolo, emettendo aria calda verso l’alto e assorbendo aria fredda dal pavimento per riscaldarla.
Esistono vari tipi di termoconvettori, a seconda della modalità di funzionamento e di riscaldamento dell’aria. I termoconvettori possono quindi essere ad acqua, elettrici oppure a metano; la scelta dipende dalle necessità e dall’ampiezza dell’ambiente da riscaldare (in genere si consigliano termoconvettori ad acqua o elettrici per ambienti molti grandi, mentre i termoconvettori a metano sono più indicati per stanze più piccole). Il procedimento di riscaldamento è generalmente il medesimo in tutte le tre tipologie, con l’unica differenza che i termoconvettori a gas richiedono in aggiunta due collegamenti con l’esterno, uno per prendere l’aria dall’esterno necessaria alla combustione e un altro per eliminare i fumi.
I termoconvettori sono molto pratici e se usati correttamente fanno risparmiare denaro. I termoconvettori infatti non hanno al loro interno liquidi che possono gelare, per cui se si deve lasciare casa propria per qualche giorno di vacanza non si avrà la necessità di svuotarne il contenuto (come accade invece per le normali caldaie). I termoconvettori quindi necessitano di una manutenzione minima, e possono riscaldare velocemente un ambiente. Inoltre, se dotati di timer, è possibile anche programmarne accensione e spegnimento.