Isamu Noguchi

Non è detto che un grande architetto o designer debba seguire una canonica e classica linea prima di studio e poi di lavoro per giungere allo sviluppo completo del suo stile: per Isamu Noguchi il percorso è stato molto più complesso e travagliato.
 
Infatti lo scultore e designer Isamu Noguchi porta nella sua arte le conseguenze di un’infanzia difficile (fu un figlio illegittimo, con una figura paterna assente) passata fra gli Stati Uniti e il Giappone: due paesi e due tradizioni completamente diverse, che influenzarono in modo importante lo stile e la personalità di Isamu Noguchi.
 
Nato come scultore Isamu Noguchi pose in particolare la sua primaria attenzione ai materiali e alle forme, assolutamente semplici ed essenziali, come era tipico del Movimento Moderno.
 
Per quanto riguarda i materiali Isamu Noguchi si concentrò all’inizio sull’ uso del metallo (materiale importante per tutto il movimento moderno), per poi aggiungere, nel periodo successivo alla guerra, ardite sperimentazioni tramite il legno, l’osso e la pietra.
 
Ma l’influenza nipponica si fece sentire in seguito sull’opera di Isamu Noguchi: dopo un attento studio dell’arte dell’Ikebana e dei giardini zen, il suo stile si mosse verso la realizzazione di opere monumentali, in particolare nell’ambito degli spazi pubblici (basta ricordare che Isamu Noguchi realizzò il Giardino della Pace per la sede Unesco di Parigi).
 
Nelle opere di Isamu Noguchi, sia quelle architettoniche, che nelle scenografie (altro campo in cui questo artista ebbe una grande influenza) che nel disegno e nello sviluppo degli oggetti di design, è possibile cogliere le due distinte anime alla base del suo stile particolare e unico.
 
Da un parte la linearità di forme e materiali tipica del Movimento Moderno, che però sale a un livello superiore per Isamu Noguchi: l’influenza della cultura giapponese lo portò infatti a cercare nella materia una sorta di spirito, il suo senso più profondo.
 
In questo modo per Isamu Noguchi anche gli oggetti di arredamento (come le sue famose lampade), diventano delle vere e proprie sculture, la cui funzione non è mai tralasciata ma la cui personalità spicca attraverso l’uso ardito dei più diversi materiali abbinati fra loro, in modo da far emergere la personalità stessa dell’oggetto.

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